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Microsoft fa la sua AI: da provider a player. È la fine di Copilot basato su GPT?

Microsoft arriva con la sua nuova AI. E non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori: è un cambio di ruolo.

Federico ModoloDirettore Tecnico, DF Solutions4 min di lettura

Microsoft arriva con la sua nuova AI. E non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori: è un cambio di ruolo. Per anni Microsoft è stata il "provider", quello che metteva l'infrastruttura e la corrente, mentre dentro Copilot a ragionare era la tecnologia di OpenAI, cioè GPT. Adesso scende in campo come "player": al Build 2026, il 2 giugno, ha presentato sette modelli costruiti in casa, la famiglia MAI (Microsoft AI). La domanda che si fanno in molti è semplice: è l'inizio della fine di Copilot basato su GPT?

Non un modello, una famiglia multi-purpose

La prima cosa da capire è che Microsoft non ha lanciato un singolo modello, ma una famiglia che copre i compiti veri di tutti i giorni. È quello che si intende per AI multi-purpose: un ecosistema in cui ogni modello fa bene una cosa, e insieme coprono ragionamento, codice, immagini, voce e trascrizione.

In sintesi, i pezzi principali:

  • MAI-Thinking-1 è il cervello: ragionamento, matematica, problemi complessi. Tecnicamente è quello che si chiama un Mixture of Experts, cioè tanti "esperti" specializzati di cui si accende solo quello che serve volta per volta, così rende molto senza accendere tutto. Su un test di programmazione di riferimento (SWE-Bench Pro) si piazza alla pari di Claude Opus 4.6, ma a un costo molto più basso.
  • MAI-Code scrive codice, ed è pensato per lavorare dentro GitHub Copilot e VS Code, non come dimostrazione ma come strumento di lavoro quotidiano per chi sviluppa.
  • MAI-Image-2.5 genera immagini e, soprattutto, le modifica, con controllo fine su cosa cambiare e cosa lasciare intatto.
  • MAI-Voice-2 produce voce naturale ed espressiva in quindici lingue, e sa adattarsi a una voce a partire da un campione breve.
  • MAI-Transcribe-1.5 trascrive il parlato in oltre quaranta lingue, ed è in cima al benchmark di settore per accuratezza.

Messi in fila, raccontano una cosa chiara: Microsoft non vuole un modello-vetrina, vuole coprire tutto lo spettro di quello che serve a un'azienda.

Il punto che conta: costruiti da zero, non copiati

Qui sta la parte importante, ed è facile da spiegare. Tutti questi modelli sono stati addestrati "da zero", con quella che Microsoft chiama zero distillation. Tradotto: non hanno preso un modello già fatto, come GPT, per copiarne il comportamento e rietichettarlo. Li hanno costruiti da soli, su dati con licenza regolare. È la differenza tra rivendere la tecnologia di un altro e averne una propria. È esattamente questo che fa di Microsoft un player e non più solo un fornitore di infrastruttura.

Le prestazioni sono al top?

Onestamente no, non ancora, e lo dicono i numeri di Microsoft stessa. MAI-Thinking-1 va fortissimo in matematica (97 su AIME 2025, a un soffio dai migliori) e sul codice "ragionato" di SWE-Bench Pro sta alla pari di Opus 4.6. Ma sul resto insegue: sul coding agentico (Terminal Bench, SWE-Bench Verified) e su GPQA Diamond resta sotto a Opus 4.6, GPT 5.4 e Kimi K2.6, a volte di parecchio. È un primo modello, e si vede. Il punto, però, non è arrivare primi in classifica oggi: è che Microsoft ora ha un modello suo, competitivo e a basso costo, su cui può migliorare a ogni versione. La storia dell'AI è piena di "secondi" partiti indietro e finiti davanti.

Chi c'è dietro

A guidare l'operazione c'è Mustafa Suleyman, co-fondatore di DeepMind e oggi a capo di Microsoft AI. La sua visione la chiama "superintelligenza umanista": un'intelligenza artificiale potente ma pratica, costruita intorno ai problemi reali delle persone e delle aziende, non un esercizio di muscoli da laboratorio. Il messaggio, anche nel modo in cui Microsoft presenta i modelli, è quello di un'AI pensata per il lavoro vero.

E quindi, la fine di Copilot basato su GPT?

Non è un addio secco, ma è l'inizio di un cambiamento profondo. Microsoft e OpenAI restano partner, e GPT non sparisce da un giorno all'altro. Però adesso Copilot può girare anche sui modelli MAI: MAI-Code è già dentro GitHub Copilot, e il resto della famiglia è disponibile per chi sviluppa sulla piattaforma di Microsoft. Significa che Microsoft si tiene le mani libere: meno dipendenza da un solo fornitore, costi sotto controllo, e la possibilità di scegliere il modello giusto per ogni compito invece di essere legata a uno solo.

È la stessa lezione di cui abbiamo parlato altre volte: chi costruisce sul lavoro di un unico fornitore è esposto, e diversificare conviene. Qui a farlo è uno dei colossi del software, che da cliente di OpenAI si è messo a costruire la propria alternativa.

Cosa significa, in pratica

Per chi usa l'AI nel lavoro, il segnale è chiaro: il mercato si sta spostando da pochi fornitori di modelli a più attori con uno stack proprio. Più concorrenza vuol dire più scelta e pressione sui prezzi, e per le aziende meno rischio di restare appese a un solo nome. Vale la regola di sempre: capire cosa fa ogni strumento, e non legare i propri processi a un fornitore unico.

E se vuoi vedere com'è di persona, Microsoft ha aperto un campo di prova pubblico, il Playground, dove provare i modelli MAI direttamente dal browser (serve un account Microsoft).

Per provarlo: https://playground.microsoft.ai/


Fonti: Microsoft AI · Building a hill-climbing machine: launching seven new MAI models · MAI models in Microsoft Foundry · Playground Microsoft AI (richiede account Microsoft). Immagini: microsoft.ai

Federico Modolo

Direttore Tecnico e co-fondatore di DF Solutions

Certificato Microsoft dal 2001, guida il team tecnico di DF Solutions dal 2014. Usa l'AI agentica ogni giorno per costruire software e automazioni in produzione, e tiene il corso di AI agentica per aziende.

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