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GPT-6 è arrivato. E con lui altri dieci: come non impazzire

Due settimane fa non c'era. Oggi c'è tutto. Se in questi giorni hai provato a stare dietro alle novità sull'AI, ti sarà girata la testa: un modello nuovo al...

Federico ModoloDirettore Tecnico, DF Solutions3 min di lettura

Due settimane fa non c'era. Oggi c'è tutto. Se in questi giorni hai provato a stare dietro alle novità sull'AI, ti sarà girata la testa: un modello nuovo al giorno, ognuno "il più intelligente del mondo", ognuno con la sua sigla. Facciamo ordine, perché la notizia vera non è nessuno di questi modelli. È il ritmo con cui escono.

Il protagonista: GPT-6 Astra

Partiamo dal più chiacchierato. OpenAI ha presentato GPT-6, nome per esteso GPT-6 Astra, il 3 settembre. Lo chiamano "il modello più intelligente e allineato del mondo", e al di là degli slogan un paio di cose contano davvero.

La prima è la memoria di lavoro: può tenere sott'occhio fino a un milione di token in una volta sola, cioè leggersi un intero faldone di documenti senza perdere il filo. La seconda è che è bravo a usare il computer da solo: naviga, compila, scrive codice, quasi il doppio più veloce della versione precedente in queste operazioni. Su alcuni test di matematica difficile arriva al 98%. Per chi programma o lavora con documenti pesanti, è un salto vero.

Arriva a scaglioni: prima poche aziende, poi gli abbonati ChatGPT nei giorni successivi. Costa anche parecchio di più del fratello precedente, va detto.

E via a ruota: hanno pubblicato tutti

Qui viene il bello. GPT-6 non è arrivato da solo. Nel giro di 48 ore si sono mossi praticamente tutti.

Anthropic ha rilasciato i nuovi Claude a inizio mese. Google ha aggiornato Gemini alla versione Flash 3.8, dopo averne fatta uscire un'altra ad agosto. xAI ha portato Grok alla 4.7. Meta ha presentato il suo Muse Spark. E sotto, a spingere, i modelli aperti cinesi: GLM di Z.ai, Qwen di Alibaba, il nuovo DeepSeek. Questi ultimi hanno un dettaglio che pesa: costano una frazione degli altri, a volte sono gratis, e la distanza dai grandi si assottiglia mese dopo mese.

Dieci nomi in due settimane. E la prossima settimana saranno altri.

La cosa che conta più della scheda tecnica

Ecco il punto che voglio arrivi ai miei corsisti. Davanti a questa valanga la tentazione è imparare le sigle a memoria e rincorrere l'ultimo uscito. È la strada sbagliata, e per due motivi.

Primo: il numero di versione conta meno di quanto sembri. Tra GPT-6, l'ultimo Gemini e l'ultimo Claude, per il 90% del lavoro quotidiano la differenza la senti a stento. Sono tutti bravissimi. Rincorrere il modello del giorno è come cambiare macchina ogni volta che esce un'auto con mezzo cavallo in più.

Secondo, e più importante: i modelli stanno diventando quasi intercambiabili. Una comodità, non un dramma. Se sono tutti bravi e costano sempre meno, la cosa preziosa non è più "quale modello uso". È "so cosa gli chiedo e so scegliere quello giusto per il compito". Quella competenza lì resta tua anche quando la sigla cambia.

La regola pratica

Se gestisci un'azienda o stai imparando adesso, la lezione di queste due settimane si riassume in due righe.

Non sposare un modello: quello che oggi è il migliore, tra un mese è secondo, e cambiare deve costarti poco. Non rincorrere l'ultimo uscito per il gusto di averlo: scegli in base al lavoro, non alla data di rilascio. Un modello bravo a programmare per il codice, uno economico per le cose semplici e ripetitive, uno che ragiona bene per le analisi. E sfrutta la concorrenza: con tutta questa gente che pubblica, i prezzi scendono e a guadagnarci sei tu.

GPT-6 è un gran modello. Ma il vero regalo di queste due settimane non è lui. È aver capito che, ormai, il modello potente è la parte facile. La testa che sa usarlo è quella che fa la differenza.

Federico Modolo

Direttore Tecnico e co-fondatore di DF Solutions

Certificato Microsoft dal 2001, guida il team tecnico di DF Solutions dal 2014. Usa l'AI agentica ogni giorno per costruire software e automazioni in produzione, e tiene il corso di AI agentica per aziende.

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