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Kimi K3: il modello cinese a pesi aperti e la reazione americana
Il 16 luglio il laboratorio cinese Moonshot AI ha presentato Kimi K3, che descrive come il suo modello più capace: 2.800 miliardi di parametri e una finestra...

Il 16 luglio il laboratorio cinese Moonshot AI ha presentato Kimi K3, che descrive come il suo modello più capace: 2.800 miliardi di parametri e una finestra di contesto da un milione di token, cioè quanto testo riesce a tenere a mente in una volta sola (un milione di token sono grosso modo 500.000 parole di italiano). Legge anche le immagini. Un dettaglio utile per capire il numero: non è un blocco unico, è un modello a esperti, e per ogni pezzetto di testo ne attiva solo una frazione, 16 su 896.
Ma la cosa che conta davvero è un'altra. Dal 27 luglio i pesi del modello saranno su Hugging Face con licenza Modified MIT, una licenza permissiva che ne consente anche l'uso commerciale. Scaricabili da chiunque.
Cosa vuol dire "pesi aperti"
Un passo indietro, perché il termine gira parecchio e si capisce poco.
I pesi di un modello sono i numeri in cui è finito il suo addestramento. Sono il modello. Quando un laboratorio li pubblica, chiunque può scaricarli e farli girare sui propri server, senza chiedere permesso e senza che nessuno veda cosa ci fa. È tutta un'altra cosa rispetto a ChatGPT o Claude, dove il modello resta a casa di chi lo ha costruito e tu ci parli attraverso una API.
Da qui la conseguenza scomoda: un modello a pesi aperti, una volta uscito, non si richiama indietro. Non esiste un interruttore.
Perché a Washington la cosa pesa
Da anni gli Stati Uniti limitano l'export verso la Cina dei chip più potenti, quelli che servono per addestrare modelli grandi. L'idea di fondo è semplice: senza il ferro non arrivi in cima.
Kimi K3 mette quell'idea sotto pressione. Arena, la piattaforma dove gli sviluppatori confrontano i modelli alla cieca senza sapere quale stanno usando, lo ha messo primo nella classifica dedicata al codice frontend, davanti a Claude Fable 5. Sulle altre classifiche resta appena sotto i modelli di punta americani. Non è il più bravo del mondo, ed è giusto dirlo. Ma è abbastanza vicino da rendere legittima la domanda: il contenimento sta funzionando?
Sul costo, intanto, la distanza si sente. Secondo le misure di Artificial Analysis portare a termine un compito tipo con K3 costa circa 0,94 dollari, contro 1,80 con Claude Opus 4.8.
La risposta alla domanda però non è chiusa, ed esiste una lettura opposta che merita spazio. Su Transformer, Shakeel Hashim sostiene che il panico sia esagerato proprio perché K3 non è alla frontiera, e che Moonshot con ogni probabilità abbia addestrato il modello usando chip americani. Il ragionamento è meno paradossale di quanto sembri: i controlli non azzerano l'accesso ai chip, ne limitano quantità e generazione. Chi lavora a Pechino ha meno ferro, e più vecchio, di chi lavora in California. Secondo Hashim quel freno si sente ancora.
Le reazioni americane, quelle documentate
Qui distinguo con cura, perché il tema si presta alle illazioni.
Il 17 luglio, il giorno dopo l'annuncio, David Sacks ha commentato su X. Sacks è stato il consigliere capo per l'AI dell'amministrazione Trump e oggi co-presiede il PCAST, il consiglio di consulenti scientifici della Casa Bianca. Traduco: "È preoccupante. Per la prima volta un modello cinese, Kimi K3, è arrivato primo nella Frontend Code Arena e su altri benchmark è alla frontiera o quasi. Intanto l'America si sta legando le mani da sola: politici e burocrati bloccano i nuovi data center, accumulano regolamenti statali e spingono per nuove agenzie federali che pre-approvino i modelli di frontiera. Così la corsa all'AI si perde." Il bersaglio principale, come si vede, è la regolamentazione americana più della Cina.
Sul fronte parlamentare qualcosa si era mosso già prima. Il 29 aprile la Commissione Homeland Security della Camera e il Select Committee on China hanno aperto un'indagine congiunta sull'uso di modelli AI cinesi nelle aziende americane, con lettere ad Airbnb e ad Anysphere, la società dietro l'editor di codice Cursor. Motivo molto concreto: Composer 2, uno dei modelli di Cursor, è costruito su Kimi. E secondo i dati citati nella lettera delle due commissioni, Cursor ha più di un milione di utenti attivi al giorno, con oltre metà delle Fortune 500 tra i clienti.
In una dichiarazione a CNBC dell'8 luglio il Dipartimento di Stato ha detto che l'adozione di modelli cinesi da parte di aziende americane "solleva serie preoccupazioni". Sul piano legislativo il veicolo più concreto resta il No Adversarial AI Act, proposta bipartisan guidata da Raja Krishnamoorthi (democratico) e John Moolenaar (repubblicano), che vieterebbe alle agenzie federali di usare modelli sviluppati da paesi considerati avversari. Attenzione a due dettagli: il testo è precedente all'uscita di K3, e riguarda gli acquisti della pubblica amministrazione, non un divieto generalizzato. Quest'ultimo sarebbe difficile da far rispettare, e Kyle Chan della Brookings ha spiegato il perché: quando i pesi circolano liberamente in rete, un divieto esteso finisce per scontrarsi con il Primo Emendamento.
Fin qui i fatti. Resta una domanda aperta, e la segnalo come tale perché è esattamente il punto su cui gli osservatori si dividono: quanto di questa reazione è sicurezza nazionale e quanto è concorrenza industriale? Chi ha una risposta netta, probabilmente sta semplificando.
E per chi lavora con l'AI in Italia?
Due cose pratiche, poi una considerazione.
La prima è che la scelta si allarga, ma non quanto sembra a prima vista. Un modello scaricabile con licenza permissiva vuol dire in teoria poterlo ospitare in casa, con i dati che non escono. In pratica un modello da 2.800 miliardi di parametri non gira sul server dell'ufficio: servono decine di acceleratori, quindi si parla di appoggiarsi a un provider di hosting europeo oppure di usare versioni ridotte. L'opzione esiste davvero e un anno fa non c'era, però ha un costo e va dimensionata bene.
La seconda è che conta molto dove gira il modello. Un conto è scaricare i pesi e ospitarli tu, un altro è chiamare l'API di Moonshot con i dati che viaggiano verso la Cina. Sono scelte diverse, con profili di rischio diversi, e vanno tenute separate in testa. Della guerra dei prezzi tra modelli cinesi abbiamo già parlato in un post di qualche giorno fa: lì il tema era il costo, qui è la disponibilità.
La considerazione: le regole si stanno muovendo. Se costruisci qualcosa su un modello cinese, mettilo nel conto. Non come allarme, come progettazione: tieni il modello sostituibile e non incastrare il prodotto su un fornitore solo. Vale per i cinesi e vale identico per gli americani.
Il punto vero è che l'AI di alto livello non è più il monopolio di quattro aziende della stessa nazione. Se sia un bene o un male dipende parecchio da dove sei seduto. Per chi la usa per lavorare, qui in Italia, significa soprattutto più scelta e più responsabilità nel farla.
Federico Modolo
Direttore Tecnico e co-fondatore di DF Solutions
Certificato Microsoft dal 2001, guida il team tecnico di DF Solutions dal 2014. Usa l'AI agentica ogni giorno per costruire software e automazioni in produzione, e tiene il corso di AI agentica per aziende.
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