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"Modello preferito": cosa vuol dire davvero l'annuncio OpenAI-Microsoft
Il 9 luglio OpenAI ha detto una cosa che sembra semplice: GPT-5.6, il suo modello più nuovo, è diventato il "modello preferito" di Microsoft 365 Copilot.

Il 9 luglio OpenAI ha detto una cosa che sembra semplice: GPT-5.6, il suo modello più nuovo, è diventato il "modello preferito" di Microsoft 365 Copilot. Quello che usi dentro Word, Excel, PowerPoint e la chat di Copilot. Fin qui niente di strano. Il punto interessante è il tempismo, e quella parola: "preferito". Perché due giorni prima Bloomberg aveva scritto l'esatto contrario, o quasi.
Conviene raccontarla in ordine, perché è una sequenza.
Cosa è successo, giorno per giorno
Il 7 luglio arriva la notizia di Bloomberg: Microsoft sta cominciando a sostituire pezzi di OpenAI con modelli fatti in casa, chiamati MAI, dentro alcune funzioni di Word ed Excel. Motivo dichiarato: costa meno. Ogni volta che Copilot risponde a un utente, dietro c'è una chiamata a un modello, e quella chiamata Microsoft la paga. Con centinaia di milioni di utenti, la bolletta è enorme. Usare un modello proprio, invece di affittare quello di OpenAI, significa tagliare quel costo.
Due giorni dopo, il 9 luglio, ecco l'annuncio di OpenAI: GPT-5.6 è il "modello preferito" di Copilot. Detto così suona come una smentita. In realtà non lo è, ed è qui che serve leggere con attenzione.
"Preferito" è una parola di marketing, non un interruttore
Nessuno ha mai detto che OpenAI sparisce da Office. La notizia di Bloomberg diceva un'altra cosa: che Microsoft, oltre a OpenAI, sta iniziando a usare anche i suoi modelli per certi compiti. Le due cose convivono benissimo.
Immagina Copilot come un centralino che smista le richieste. Quando gli scrivi "riassumi questo contratto" o "fammi una formula in Excel", dietro le quinte decide a chi girare il lavoro. Può mandarlo a GPT-5.6 di OpenAI, oppure a un modello MAI di Microsoft, a seconda di quanto è complesso il compito, di quanto costa e di quanto deve essere veloce la risposta. "Modello preferito" vuol dire che GPT-5.6 è quello di riferimento, la scelta di default per il lavoro più pesante. Non vuol dire che sia l'unico.
È una cornice di marketing, più che una verità tecnica. E lascia a Microsoft tutta la libertà di mandare le richieste semplici ai suoi modelli, tenendosi OpenAI per quelle difficili. Le due aziende hanno bisogno l'una dell'altra e allo stesso tempo si fanno concorrenza. Ne avevamo già parlato quando Microsoft ha iniziato a costruire i suoi modelli: sta passando da cliente a rivale, senza rompere il contratto.
Cosa cambia per chi usa Copilot tutti i giorni
Sul lato pratico, GPT-5.6 promette lavoro migliore con meno fatica. In Word dovrebbe servire meno andirivieni di richieste per arrivare a un testo pulito. In Excel dovrebbe ragionare meglio su analisi complicate, portandoti dal dato grezzo al risultato con meno passaggi manuali. OpenAI lo riassume così: più valore da ogni token, cioè più risultato utile per ogni parola elaborata, e quindi più resa per ogni euro speso.
Noi Copilot lo usiamo davvero, non lo raccontiamo da fuori. E la lezione che ci portiamo a casa da questa storia è un'altra, più utile del singolo aggiornamento.
La lezione: non legarti a un solo motore
Il vero messaggio non è "è uscito GPT-5.6". È che perfino Microsoft, che con OpenAI ha un patto da decine di miliardi, si sta organizzando per non dipendere da un solo fornitore. Se lo fa il colosso, con tutto il suo peso contrattuale, immagina quanto conta per un'azienda normale.
Tradotto per chi lavora con l'AI: quando costruisci qualcosa sopra un modello, tieni la porta aperta a cambiarlo. Il mercato si muove in ore, non in mesi. Il modello più conveniente oggi può non esserlo tra sei mesi, e chi si è incastrato su un solo fornitore si ritrova a pagare di più senza alternative pronte. Progetta pensando che il motore, prima o poi, lo cambierai. È esattamente così che ragiona Microsoft, ed è un buon modo di ragionare anche per noi.
Federico Modolo
Direttore Tecnico e co-fondatore di DF Solutions
Certificato Microsoft dal 2001, guida il team tecnico di DF Solutions dal 2014. Usa l'AI agentica ogni giorno per costruire software e automazioni in produzione, e tiene il corso di AI agentica per aziende.
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