Nuovo corso AI: crea il tuo sito in un giorno · da 420 a persona

AI

L'AI Act slitta al 2027, ma non è un liberi tutti

Il 2 agosto 2026 doveva essere la data buona. Fra due settimane, insomma.

Federico ModoloDirettore Tecnico, DF Solutions4 min di lettura

Il 2 agosto 2026 doveva essere la data buona. Fra due settimane, insomma. Poi il 29 giugno il Consiglio ha dato il via libera finale al Digital Omnibus e una parte degli obblighi è scivolata al dicembre 2027. Se hai letto "AI Act rinviato" e hai tirato un sospiro di sollievo, conviene guardare quali pezzi si sono spostati davvero. Perché quello che riguarda te, con ogni probabilità, non si è mosso di un giorno.

Cosa si è spostato

Il Parlamento europeo ha approvato il pacchetto il 16 giugno (423 favorevoli, 57 contrari, 174 astenuti) e il Consiglio ha chiuso il 29.

Lo slittamento riguarda i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III: biometria, infrastrutture critiche, istruzione, selezione del personale, accesso ai servizi essenziali, giustizia. Passano dal 2 agosto 2026 al 2 dicembre 2027. L'AI dentro prodotti già coperti da normative di sicurezza va al 2 agosto 2028.

Il motivo dichiarato non è un ripensamento politico: gli standard armonizzati non erano pronti e molti Stati membri non avevano nominato le autorità competenti. Mancava l'impalcatura per far rispettare la regola.

Cosa invece non si è mosso

Gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 restano al 2 agosto 2026. L'unico ritocco riguarda i fornitori: i sistemi generativi già sul mercato hanno quattro mesi in più, fino al 2 dicembre 2026, per adeguarsi. Quello che devi fare tu non si è spostato di un giorno.

Governance e sanzioni, poi, si applicano già da agosto 2025. Per le violazioni dell'articolo 50 si arriva a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale, ovviamente da quando l'articolo 50 scatta. Per PMI e startup vale il minore dei due importi, non il maggiore.

Fornitore o utilizzatore? Qui cambia tutto

Il fornitore è chi costruisce il sistema e lo mette sul mercato a proprio nome. L'utilizzatore, nel testo "deployer", è chi lo adopera per lavorare. La gran parte delle aziende italiane sta nella seconda casella.

L'obbligo di cui si parla di più, la marcatura leggibile a macchina dei contenuti generati, è in capo ai fornitori: sono loro che devono marchiare l'output alla fonte. Non è il tuo problema, a meno che tu non ci metta sopra il tuo marchio o lo modifichi in modo sostanziale. Le linee guida della Commissione sui modelli generalisti danno un ordine di grandezza: si ragiona di fornitore quando il fine-tuning supera un terzo del calcolo dell'addestramento originale. Quello leggero che fanno quasi tutti sta molto sotto.

A te tocca altro, ed è meno spaventoso di come viene raccontato. Ma la lista va conosciuta per intero: sull'articolo 50 sono tre cose.

Se pubblichi immagini, audio o video generati o manipolati dall'AI che sembrano veri, devi dichiararlo. Vale anche se la persona ritratta non esiste: conta che sembri reale, non che tu volessi ingannare qualcuno. Se usi sistemi che riconoscono emozioni o classificano le persone su base biometrica, devi dirlo a chi ci passa sotto. E se pubblichi testo generato dall'AI per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico, devi dichiararlo.

Su quest'ultimo punto c'è un'eccezione, e vale solo per il testo: se c'è stata una revisione umana vera e qualcuno si assume la responsabilità editoriale, la dichiarazione non serve. Prendi questi articoli: scritti con l'AI, riletti da me prima di uscire, con il mio nome sopra. È esattamente l'eccezione prevista. Occhio però, ci si aspetta una procedura documentata, non un "sì, l'ho letto".

Per immagini e video quell'eccezione non c'è: al massimo, se il contenuto è dichiaratamente artistico o satirico, basta segnalarlo senza rovinare la fruizione dell'opera.

E no, non devi etichettare ogni testo di marketing scritto con l'AI. Attenzione però: se tocca salute, ambiente o tutela dei consumatori può rientrare lo stesso, e le immagini seguono la regola di prima.

Cosa farei

Non leggerei il rinvio come una vacanza. I sedici mesi guadagnati passano in fretta e l'inventario serve comunque: quali sistemi AI usi, per farci cosa, e se qualcuno tocca le persone (selezione del personale, valutazioni, accesso a servizi). Quella lista te la chiedono prima o poi, e farla adesso costa un decimo che farla di corsa.

Per il resto si tratta in buona parte di dire come stanno le cose quando si usa l'AI. Che poi è buona pratica anche senza un regolamento che la imponga.

Una nota sulle date: quelle dell'articolo 50 e delle sanzioni vengono dal regolamento in vigore, quelle dello slittamento dalla riforma di giugno.


Federico Modolo

Direttore Tecnico e co-fondatore di DF Solutions

Certificato Microsoft dal 2001, guida il team tecnico di DF Solutions dal 2014. Usa l'AI agentica ogni giorno per costruire software e automazioni in produzione, e tiene il corso di AI agentica per aziende.

Vuoi imparare a usare l'AI tu stesso?

Una giornata online di AI agentica: capisci come funziona e costruisci la bozza del sito della tua azienda con un agente. Da 420 a persona.

Scopri il corso

Continua a leggere