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Quando una legge ti spegne l'AI: la lezione cinese sui tuoi dati
Il 15 luglio in Cina entra in vigore una legge che spegne di colpo alcune delle AI più usate del paese.

Il 15 luglio in Cina entra in vigore una legge che spegne di colpo alcune delle AI più usate del paese. ByteDance chiude gli "agent" personalizzati di Doubao, l'app con 345 milioni di utenti. Alibaba fa lo stesso con Qwen. Non parliamo di un aggiornamento: parliamo di funzioni che smettono di esistere, con dentro i dati e le conversazioni delle persone.
Conviene raccontarla in ordine, perché è una sequenza che riguarda anche noi.
La nuova norma, in sostanza, regola le AI che imitano una personalità umana. Riguarda i "companion", gli assistenti pensati per ricordarti, restare coerenti tra una chat e l'altra, tenere viva una specie di relazione. La legge chiede sistemi anti-dipendenza, avvisi sull'uso, un tasto di uscita immediato, controlli in tempo reale su chi si affeziona troppo. Tutte cose che vanno di traverso a un agent costruito apposta per ricordarti e non mollarti mai. Invece di riadattare la funzione, le aziende hanno preferito staccare la spina.
Qui arriva il punto che interessa a chi usa l'AI per lavoro.
Cosa succede ai dati? Doubao ha detto ai suoi utenti che dal 15 luglio gli agent vanno offline. Da lì resta solo una finestra di sola lettura: puoi guardare le tue configurazioni e le chat, ma non usarle. E il 15 ottobre anche quella finestra si chiude. Dopo, i dati vengono "trattati secondo la privacy policy" e non sono più recuperabili nell'app. Qwen ha fatto anche peggio: nessun piano di migrazione, nessuna parola su che fine facciano gli agent degli utenti.
Tradotto: milioni di persone hanno costruito il loro assistente, gli hanno insegnato come lavorano, e ora rischiano di perdere tutto con un preavviso di poche settimane.
La lezione non è "la Cina è cattiva". La lezione è più scomoda: se il tuo strumento chiude domani, cosa ti porti via?
Noi la mettiamo così. Ogni volta che affidi un pezzo del tuo lavoro a un'AI, stai anche affidando dei dati a qualcuno. I prompt che hai messo a punto, le istruzioni, lo storico delle risposte, le automazioni. Se quel qualcuno chiude il servizio, cambia le regole o viene fermato da una legge, tu resti a piedi. Non è fantascienza: è successo a 345 milioni di persone.
Due cose concrete da fare, e valgono per qualsiasi fornitore, non solo cinese.
Primo: pretendi la portabilità. Prima di legarti a uno strumento, chiediti se puoi esportare i tuoi dati in un formato che usi anche altrove. Se la risposta è "no" o "solo dentro l'app", quello è un rischio, non un dettaglio.
Secondo: non mettere tutte le uova in un cesto solo. Le parti importanti del tuo lavoro (i prompt che funzionano, le procedure, la conoscenza dell'azienda) tienile in casa tua, in un tuo file, non solo dentro la memoria di un servizio esterno. L'AI la cambi quando vuoi. Il tuo know-how resta.
Sembra banale detto così, ma quasi nessuno lo fa. Ci si affeziona a uno strumento come gli utenti cinesi si erano affezionati al loro agent. Poi arriva una legge, o una decisione aziendale, e la spina si stacca.
La Cina qui è solo l'esempio più netto. Il principio è universale: usa l'AI, sfruttala, falla lavorare per te. Ma tieni sempre la mano sui tuoi dati.
Federico Modolo
Direttore Tecnico e co-fondatore di DF Solutions
Certificato Microsoft dal 2001, guida il team tecnico di DF Solutions dal 2014. Usa l'AI agentica ogni giorno per costruire software e automazioni in produzione, e tiene il corso di AI agentica per aziende.
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